“See & Treat” in Toscana

Una breve presentazione a cura di Cristina Cascini, infermiera del DEA di Prato – USL 4, sul   “see and treat “, progetto sperimentale Toscano inserito nel piano di miglioramento dei pronto Soccorso.

Il modello “See and Treat” in Pronto Soccorso: l’esperienza della Regione Toscana

Introduzione

La funzione propria del Pronto soccorso è quella di garantire una risposta all’emergenza-urgenza.

Le Linee guida di miglioramento dei Pronto soccorso Della Regione Toscana prevedono anche di fornire una risposta ai cosiddetti “codici minori”, superando dunque il concetto di appropriatezza e dando una risposta, secondo criteri di efficacia ed efficienza, anche all’urgenza  soggettiva.

Per raggiungere tale obiettivo (indicato anche nel Piano Sanitario Regionale 2005-2007 della Regione Toscana) è stato introdotto il modello “SEE and TREAT. La riorganizzazione dei Pronto soccorso[1] prevede una risposta assistenziale per le patologie lievi che consenta di ridurre i tempi di attesa e migliorare la qualità percepita, garantendo una pronta risposta medica e/o infermieristica con l’immediata presa in carico del paziente,”.

Il See and Treat (letteralmente “Vedi e Tratta”) è un modello di risposta assistenziale alle urgenze minori che si presentano in Pronto soccorso, che sta avendo una rapidissima ed ampia diffusione in molti paesi europei, in particolare nel Regno Unito dove nasce come tentativo di risposta al sovraffollamento dei Dipartimenti di Emergenza e alle lunghe attese per la maggior parte dei problemi clinici meno urgenti. Questo tipo di risposta ha trovato più facile applicazione nei Paesi nord europei dove da molti anni vengono utilizzati infermieri in autonomia professionale in compiti di assistenza clinica che da noi sono culturalmente riconosciuti come propri della professione medica.

Pochi e semplici criteri lo caratterizzano:

  1. l’introduzione della professionalità infermieristica, adeguatamente formata, nella gestione di alcune patologie;
  2. l’arricchimento della funzione “Triage” mediante il quale, oltre a stabilire le consuete priorità, si può indicare un percorso professionale differenziato: uno per i casi più gravi ed uno per le urgenze minori, cui appartiene il See and Treat;
  3. l’esistenza di un’area dedicata al See and Treat adiacente al Pronto soccorso con personale dedicato.

Tutto ciò porterà a molteplici vantaggi  per i pazienti, con la riduzione dei tempi di attesa, per gli infermieri, che vedranno valorizzata la loro professionalità e per i medici che, liberati dagli interventi di complessità minima, potranno dedicarsi meglio alle patologie più complesse, con una qualificazione ulteriore della loro professione.

Con la delibera n. 958 del 17 Dicembre 2007 e la successiva delibera del 2010 della Regione Toscana, a Novembre 2010 ha avuto inizio la sperimentazione del modello in sei ospedali toscani: Santa Maria Annunziata  a Ponte a Niccheri (Firenze), Misericordia e Dolce a Prato, Misericordia di Grosseto, Valdelsa a Campostaggia, Felice Lotti a Pontedera, ospedale di Livorno.  Per sei mesi, infermieri esperti, opportunamente formati e affiancati da un medico tutor, gestiranno e daranno risposta a una serie di casi di lieve entità (piccole ferite e abrasioni, punture di insetti, reazioni allergiche circoscritte, ecc.), definiti e approvati dal Consiglio Sanitario Regionale.

Conclusioni
Tutto ciò ha destato non poche polemiche soprattutto da parte della professione medica che si è sentita usurpata di una parte del loro campo di attività, nonostante la sperimentazione  non contenga sostanziali elementi di novità rispetto a ciò che gli infermieri italiani fanno già dagli anni Novanta, ma ne formalizza unicamente le funzioni e le responsabilità sulla base di specifici protocolli condivisi tra medici e infermieri, oltre a definire i correlati e puntuali percorsi formativi.

Questo rappresenta comunque un’importante occasione di evoluzione per la professione infermieristica che, rispetto alla realtà di molti paesi europei, non vede riconosciuta ancora la propria autonomia.

Bibliografia/Sitografia

Piano Sanitario Regionale 2005-2007 Regione Toscana


[1] Piano Sanitario Regionale 2005-2007, punto 3.2.7 “Strategie di miglioramento del sistema di emergenza urgenza intra ed extra ospedaliero”