Le consegne di …”fine Turno”

Pensate un pò al Pronto Soccorso: telefoni che squillano, pazienti che raccontano la propria storia clinica, medici che cercano di riassumerla, nel mezzo gli infermieri che  chiedono conferma al medico della terapia prescritta poco prima al paziente tal dei tali  , parenti che vogliono entrare in stanza e immancabilmente ci riescono mentre stiamo inserendo un catetere vescicale, la telefonata del Collega delle “Medicine” che gli infermieri riferiscono piuttosto “arrabbiato” per l’ultimo ricovero, il parente “di quello sul letto 29 ” che inveisce  perchè vuole entrare …………… e così via! BENE! Finalmente, nel solito caos arrivano i Colleghi del cambio….finalmente!

E’ qui che iniziano le cosiddette “Consegne” , “handoffs”, signout” che chiamar si vogliono: tappa del processo clinico assistenziale in Pronto Soccorso  tra le più delicate . A tal proposito è uscito un pò di tempo fa un articolo (fra l’altro”free“) su Annals Of Emergency medicine”  –  -sul mondo delle consegne a fine turno (ripreso da un  blog di emergency medicine ).

Una modalità non corretta nel processo delle consegne conduce a ritardi ed errori nella gestione del paziente: ciò sembra sia correlato ad almeno il 24% dei casi di malpractice in PS.  Nella pratica quotidiana le consegne possono essere scomposte in 4 fasi:

  1. Il medico A aspetta ansioso il fine turno (pre turnover time)
  2. Il medico B arriva per il cambio turno (arrival)
  3. Avviene uno scambio di informazioni tra il medico A ed il medico B (meeting)
  4. Il medico B inizia ad assumere la responsabilità clinica dei pazienti (post turnover time).

Il Mondo caotico tipico dei pronto soccorso è l’ambiente ideale per generare errori nelle consegne: le condizioni generanti errori sono in genere quelle sotto riportate:

  • rapporto tra rumore ed informazione: in un ambiente caotico è spesso importante distinguere le informazioni più o meno significative
  • Approcci alle consegne non standardizzati: ognuno ha un modo diverso di comunicare le proprie consegne: la mancata standardizzazione delle informazioni “da passare” rende tutto più difficile
  • bias cognitivo: il medico che riceve informazioni su un paziente può mal interpretare o dare un giudizzio sproporzionato su un caso clinico, facendo leva su una informazione , magari piccola e non significativa per il medico che passa le informazioni: questo è l’errore principale che porta ad errori e ritardi sui pazienti

Niente da fare , allora?

Qualcosa possiamo tentare di fare per ottimizzare le nostre consegne:

  • ridurre le informazioni non necessarie ( vd anamnesi internistiche…. allattamento baliatico, ricorda le malattie esantematiche, nel 1936 si è operato di appendice……!!! )
  • Limitare le distrazioni e le interruzioni durante le consegne: c’è un codice rosso?, il paziente si sta deteriorando velocemente? … Noo?: bene , allora trovare un posto più quieto per parlare può essere una soluzione percorribile
  • Dare al collega un resoconto succinto sul paziente
  • Dare le consegne in modo tale da esplicitare bene ciò che rimane da fare con un planning chiaro e definito
  • Rendi le informazioni immediatamente disponibili per una pronta ri-analisi
  • Facciamo domande  domande al collega, incoraggioma riflessioni e discussioni dei pazienti
  • …. gia! non ci scordiamo dei pazienti in giro per l’ospedale (oculista otorino ortopedico etc etc etc)

buon lavoro