SINDROME EPATO-RENALE (HRS): DAL “BEDSIDE” ATTRAVERSO IL “BEING AWARE” FINO AL “TAKE CARE”

 A cura di

Enrica Cecchi, MD, Dip. Pharmacol. e Alessio Baldini, MD

DEA USL 4 Prato, Italy

Molte volte il pronto soccorso rappresenta un osservatorio privilegiato di patologia complesse che tuttavia possono avere esordi insidiosi , insidiosi per esordio clinico, per la difficoltà di raccolta dei dati anamnestici.

Il caso clinico presentato in questo articolo trae spunto da un paziente che presentava difficoltà di raccolta dei dati anamnestici pur presentando sin dall’inizio un indice di complessità elevato, tanto da richiedere i letti di sub intensiva proprio del pronto soccorso.

clicca qui per leggere del caso clinico sulla  SINDROME Epato-renale

OBI – OSSERVAZIONE BREVE INTENSIVA IN PRONTO SOCCORSO

La nascita dei moderni pronto Soccorso , in Italia, è veramente recente.  La medicina osservazionale che ha preso il via nel mondo anglosassone negli anni ‘ 80 si è affacciata in Italia solo alla fine degli anni ‘ 90 e solo in casi isolati e modalità difformi ( timing, setting location). In questo contesto difforme in tutti gli anni 2000 le unità di osservazione si espandono sempre di più nei “dipartimenti di Emergenza” che via via si istituiscono si consolidano e si implementano,  e qui nascono i termini più disparati: osservazione temporanea, osservazione breve, osservazione breve intensiva, degenza breve , medicina d’urgenza e forse qualche altro termine ancora!

Recentemente ( negli ultimi 6-7 anni) la società Italiana di medicina di emergenza urgenza ha prodotto documenti di sintesi cercando di uniformare le attività di osservazione breve (leggi documento). La linea di indirizzo è quella di delemitare a 24 -36 ore il limite temporale di Osservazione, potendo, il prolungamento di tale limite, “…… confliggere con i programmi di accettazione e ricovero in ambito delle U.O. di Medicina Interna, come è stato già sottolineato nel corso dei lavori della commissione…..“. Con questa affermazione tutto ciò che va oltre le 24-36 ore è “qualcos’altro” e di “qualcun altro“!!

A  fronte di questa posizione che oramai è datata di alcuni anni è doveroso fare alcune considerazioni. Le Unità di Osservazione Breve rientrano tra i più mirabili strumenti di governo clinico per una azienda sanitaria e/o ospedaliera: il controllo virtuoso del numero dei ricoveri (riduzione del numero di ricoveri) ed il controllo del rischio clinico (diminuzione delle dimissioni inappropriate) sono solo i principali aspetti positivi di tale logica organizzativa.

In questo senso limitare a sole 24 ore la permanenza in Osservazione risulta sicuramente riduttivo: il concetto di osservazione va esteso sicuramente tra le 48 e le 72 ore , avendo cura di definire correttamente la percentuale dei pazienti oltre le 48 ore generanti DRG (questo più importante per le aziende ospedaliere che non per le aziende a quota capitaria) ed i cosiddetti outliers  , al fine di stabilire correttamente la  perfomance. Mantenere il termine OSSERVAZIONE BREVE INTENSIVA (OBI) è altrettanto importante perchè evita di creare termini multipli che possono ingenerare disorientamento e fraintendimento: l’OBI è lo strumento a disposizione dei Pronto Soccorso per ottimizzare il flusso, ridurre il rischio clinico e migliorare la performance sulla azione filtro (controllo dei ricoveri potenzialmente non necessari), e questo deve essere il messaggio da portare avanti , insieme ad un criterio temporale allargato fino almeno alle 72 ore.

Vediamo ciò che succederà……..!

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