Oggi ricordiamo il giorno che ha segnato l’inizio di una delle prove più complesse della sanità contemporanea. L’avvio della pandemia ha rappresentato, per il personale sanitario di tutto il mondo, un momento di improvvisa responsabilità collettiva, di incertezza scientifica e di esposizione personale senza precedenti.
Come Italian Emergency Medicine Interest Group, sentiamo il dovere di ricordare quel passaggio storico con rispetto e lucidità. Non celebriamo un evento, ma riconosciamo un impegno. Non evochiamo retorica, ma testimoniamo fatti: turni prolungati, riorganizzazioni strutturali immediate, decisioni cliniche difficili assunte in contesti di risorse limitate, protocolli costruiti giorno dopo giorno sulla base di evidenze in evoluzione.

La pandemia ha messo a nudo fragilità organizzative, ma ha anche evidenziato competenza, disciplina professionale e straordinaria capacità di adattamento. Medici, infermieri, OSS, tecnici, farmacisti, personale amministrativo e volontari hanno condiviso un carico emotivo e operativo che rimarrà inciso nella memoria professionale di una generazione.
Ricordare l’inizio di quel periodo significa anche riconoscere che la “sconfitta” del virus non è stata un evento puntuale, ma il risultato progressivo di conoscenza scientifica, cooperazione internazionale, responsabilità istituzionale e dedizione quotidiana. La vera vittoria è stata la tenuta del sistema sanitario grazie alle persone che lo hanno sostenuto.
A sei anni da quel giorno, IEMIG rinnova la propria gratitudine a tutti i professionisti della salute e ribadisce l’impegno a promuovere formazione, ricerca e modelli organizzativi che rendano il sistema dell’emergenza-urgenza sempre più solido e preparato alle sfide future.
La memoria non è commemorazione formale: è responsabilità verso ciò che verrà.
Con rispetto, specie per coloro che non ce l hanno fatta,
Dr. Franco Lai
Presidente
Italian Emergency Medicine Interest Group (IEMIG)